IL SISTEMA QUALITÀ E SICUREZZA DEL Centro Regionale Trapianti Lazio

Rapporto del Ministero della Salute sulle “Procedure di Donazione Trapianto con riferimento alla Sicurezza e Qualità” ha evidenziato come la Rete Donazione e Trapianto in Italia rappresenti un punto di eccellenza del Sistema Sanitario Nazionale.
Tuttavia a fronte di una diminuzione della morbosità e della mortalità nei pazienti trapiantati, a causa di diversi fattori come l’inclusione nelle liste di attesa di soggetti che un tempo non sarebbero stati ritenuti idonei per un trapianto, è oggettivamente aumentato il rischio infettivo post-trapianto.
In questo contesto, poiché il rischio della trasmissione di una patologia infettiva donatore-ricevente deve essere sempre considerata, uno dei principali compiti di ogni Centro Regionale Trapianti è quello di garantire lo screening in tempo reale (con risultati disponibili prima del trapianto) per infezioni trasmissibili con l’organo trapiantato comprensivo degli esami obbligatori ed esteso ad infezioni endemiche od emergenti nel nostro Paese.
Il Centro Nazionale Trapianti, nelle Linee Guida “Criteri per la valutazione di idoneità del donatore”, ha definito i livelli di rischio accettabili e non accettabili per l’utilizzo degli organi ed ha stabilito le modalità operative che devono essere seguite durante il processo di valutazione del rischio di ogni potenziale donatore di organi.
Sono stati individuati cinque differenti livelli di rischio:

  • Rischio inaccettabile
  • Rischio aumentato ma accettabile
  • Rischio calcolato
  • Rischio non valutabile
  • Rischio standard

ed è stato assegnato ai Centri Regionale Trapianti il compito di organizzare nel proprio ambito il sistema di qualità e di sicurezza idoneo al processo di valutazione del donatore.
Il CRT Lazio, per assolvere a questo compito, ha organizzato la Rete Regionale Donazione e Trapianto centralizzando l’esecuzione di tutti gli esami infettivologici dei potenziali donatori di organi nel Laboratorio di Virologia dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani” che garantisce l’esecuzione in tempo reale di tutti marcatori infettivologici obbligatori e delle infezioni emergenti (in rosso) indispensabili per definire il livello di rischio del donatore e l’identificazione del ricevente più idoneo.
Nel novembre 2009 una Commissione di esperti designata dal Centro Nazionale Trapianti e dal Ministero della Salute ha sottoposto il Centro Regionale Trapianti della Regione Lazio ad Audit Programma Sicurezza e nelle conclusioni del loro lavoro hanno evidenziato come “la centralizzazione delle attività di laboratorio, al momento dedicata alla valutazione infettivologica del donatore a cuore battente garantisce elevati livelli di sicurezza”.
La centralizzazione delle procedure di valutazione nel contesto del rischio infettivologico si è dimostrata la soluzione più efficace per garantire ai pazienti iscritti nei diversi centri di trapianto del Lazio il miglior livello di sicurezza disponibile.

IL SISTEMA QUALITÀ E SICUREZZA DEL Centro Regionale Trapianti Lazio